In questo giorni si è discusso molto di abolizione del valore legale della laurea. Ho letto diverse opinioni: alcune acriticamente ideologiche, altre a livello di chiacchiera da bar, molte disinformate.
Prima di fare qualche considerazione (magari in un prossimo post) ho cercato di capire un po’ meglio il problema. Visto che l’argomento non è nuovo c’è abbastanza materiale:
- Un dossier del servizio studi del Senato: Il valore legale del titolo di studio - Contesto europeo ed elementi di legislazione comparata. In cui compaiono due elementi molto utili:
- La definizione di ”valore legale del titolo di studio”:
l’insieme degli effetti giuridici che la legge ricollega ad un determinato titolo scolastico o accademico, rilasciato da uno degli istituti scolastici o universitari, statali o non, autorizzati a rilasciare titoli di studio.
- l’introduzione del concetto di “valore legale indiretto” che è quello che abbiamo in Italia
il titolo di studio non è necessario per l’esercizio della professione, bensì per l’ammissione all’esame di Stato, a sua volta necessario per l’esercizio della professione
- Gli esiti di un’indagine conoscitiva della VII commissione del Senato – Istruzione pubblica, beni culturali: Effetti connessi all’eventuale abolizione del valore legale del diploma di laurea. Nel corso della quale sono stati acquisiti diversi pareri tra cui quello del CUN.
- Un post e la conseguente discussione sul blog NoiseFromAmerika: Il valore legale del titolo di studio: che cos’è.
Segnalo inoltre una fonte, non online, da cui molti hanno attinto:
S. Cassese, Il valore legale del titolo di studio, in Annali di Storia delle Università italiane – Volume 6 (2002).
Update 30 Gennaio 2011:
Un altro post su NfA che analizza pro e contro.
