E’ stato da poco pubblicato il DM 1152/ric che avvia le procedure per i PRIN (Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale). Tra le novità più significative c’è la “preselezione” delle proposte da parte degli atenei.

L’idea, apprezzabile, è quella di ridurre il numero di proposte che dovranno essere valutate dalla commissione nazionale. La realizzazione, deprecabile, riduce a poche unità il numero di progetti presentanti dalle singole università.

In particolare l’art. 5, comma 3, dice

“[…]ciascuna università può preselezionare,  a livello di Coordinatore scientifico, un numero di progetti non superiore allo 0,75% del numero di docenti e ricercatori presenti nei propri ruoli al momento della scadenza del bando, con arrotondamento all’intero superiore.[…]“

Ora, se quella cifra non è un refuso (come altri sciattamente presenti nel testo) significa proprio 0,75% = 0,0075 = 1 / 133 circa. Ovvero un solo docente ogni 133 per ogni università potrà presentare un progetto come coordinatore nazionale del progetto.

In generale, con un organico docente complessivo di tutti gli atenei italiani di circa 58000 unità, si potranno attendere circa 435 proposte. Considerato che la valutazione verrà svolta da 14 Comitati di Selezione (CdS), ogni comitato dovrà valutare in media 31 proposte: quindi un carico di lavoro ragionevole.

Ma se da un punto di vista di “elaborazione dati” tale operazione ha un senso, cosa significa dal punto di vista degli atenei e dei proponenti?

Tanto per fare un esempio, per il Politecnico di Torino significa un massimo di 7 proposte per tutto l’ateneo. Questo a fronte di un numero di coordinatori finanziati nello scorso bando di 10!

Quindi se fosse applicata la regola attuale alle proposte dello scorso bando, 3 proposte vincenti su 10 sarebbero escluse dall’ateneo e non arriverebbero alla valutazione nazionale.

Sempre per restare all’esempio del Politecnico di Torino, dopo la ristrutturazione legata al nuovo statuto, si sono formati 11 dipartimenti: non sarà possibile sottomettere neanche una proposta per dipartimento.