In questo giorni si è discusso molto di abolizione del valore legale della laurea. Ho letto diverse opinioni: alcune acriticamente ideologiche, altre a livello di chiacchiera da bar, molte disinformate.
Prima di fare qualche considerazione (magari in un prossimo post) ho cercato di capire un po’ meglio il problema. Visto che l’argomento non è nuovo c’è abbastanza materiale:
- Un dossier del servizio studi del Senato: Il valore legale del titolo di studio - Contesto europeo ed elementi di legislazione comparata. In cui compaiono due elementi molto utili:
- La definizione di ”valore legale del titolo di studio”:
l’insieme degli effetti giuridici che la legge ricollega ad un determinato titolo scolastico o accademico, rilasciato da uno degli istituti scolastici o universitari, statali o non, autorizzati a rilasciare titoli di studio.
- l’introduzione del concetto di “valore legale indiretto” che è quello che abbiamo in Italia
il titolo di studio non è necessario per l’esercizio della professione, bensì per l’ammissione all’esame di Stato, a sua volta necessario per l’esercizio della professione
- Gli esiti di un’indagine conoscitiva della VII commissione del Senato – Istruzione pubblica, beni culturali: Effetti connessi all’eventuale abolizione del valore legale del diploma di laurea. Nel corso della quale sono stati acquisiti diversi pareri tra cui quello del CUN.
- Un post e la conseguente discussione sul blog NoiseFromAmerika: Il valore legale del titolo di studio: che cos’è.
Segnalo inoltre una fonte, non online, da cui molti hanno attinto:
S. Cassese, Il valore legale del titolo di studio, in Annali di Storia delle Università italiane – Volume 6 (2002).
Update 30 Gennaio 2012:
Un altro post su NfA che analizza pro e contro.
Update 1 Febbraio 2012:
Apprendo dai commenti su NfA che la commissione del Senato è giunta ad una documento conclusivo, probabilmente in votazione oggi (1/2), il cui punto saliente è
10) Queste considerazioni portano a ritenere che adottare oggi nel nostro Paese l’abolizione del valore legale della laurea presenterebbe, a fronte dei benefici conseguenti alla liberalizzazione del sistema universitario e alla piena autonomia delle università, vari cospicui aspetti negativi, complessivamente prevalenti: le indubbie difficoltà della realizzazione legislativa, una tempistica non congrua rispetto al recentissimo avvio dell’ANVUR, una non favorevole accettazione da parte di sindacati e ordini professionali, ma soprattutto da parte degli studenti e delle famiglie, una probabile penalizzazione delle università territorialmente svantaggiate, un probabile aumento dei costi universitari a carico degli studenti, una maggiore difficoltà di garantire il diritto allo studio degli studenti capaci e meritevoli ma sprovvisti di mezzi.

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