Stai sfogliando l'archivio delle categorie per la categoria ‘Uncategorized’ .
Noi siamo il 99% è lo slogan che è partito dal movimento Occupy Wall Street ed è poi stato adottato dalle proteste diffuse in tutto il mondo degli indignados ed è stato adottato anche dalla protesta italiana con le manifestazioni del 15 Ottobre 2011 (ad esempio dagli studenti).
L’origine dello slogan è nel fatto che l’1% della popolazione detiene una larga parte delle ricchezze, che lo stesso 1% (o forse meno) è l’unico ad aver consistentemente conseguito grossi vantaggi negli ultimi 30-40 anni, che quell’1% condiziona le politiche dei governi a proprio favore e a discapito del restante 99%.
Credo sia facile essere d’accordo con questi sintomi, ma se ci spostiamo sulla diagnosi….
Dopo quasi vent’anni di “fedeltà” TIM in questo 2010 mi sono scontrato con l’accounting del traffico dati.
In particolare spulciando i tabulati degli addebiti mi sono accorto di alcuni macroscopici errori, che hanno portato ad addebiti extra a mio carico. Gli errori si sono evidenziati sia nella tariffazione a tempo che in quella a volume: per fortuna in entrambi i casi dopo aver aperto la segnalazione al 119 i problemi sono stati risolti completamente nel giro di un paio di giorni.
Primo episodio
A Gennaio noto una serie di 8 connessioni dati da ben 8 ore e 17 minuti tra cui un’occasione in cui ho addirittura 3 connessioni in contemporanea! Come si vede nell’estratto qui sotto:
| Data e Ora | Durata/ Volume | Costo (Euro) | Tariffazione |
| 04/01/2010 18:47:37 | 08:17:00 | 0 | MAXXI ALICE 30 |
| 04/01/2010 18:47:37 | 08:17:00 | 0 | MAXXI ALICE 30 |
| 04/01/2010 18:47:37 | 08:17:00 | 0 | MAXXI ALICE 30 |
Mi viene spiegato dalla cortese persona che gestisce il mio ticket che il problema probabilmente è colpa mia che non ho chiuso correttamente la connessione usando l’iPhone in tethering. Peccato che in quel periodo abbia usato il tethering una volta soltando.
Secondo episodio
Dopo uno strano esaurimento del credito a fine Febbraio, riesco dopo un po’ di tempo a scaricare e spulciare il dettaglio del traffico. Risulta che pur avendo attivato da Gennaio la promozione a volume (Maxi iPhone) tutto il traffico era conteggiato con la “convenientissima“ tariffa di 1 € / 15 minuti: Quasi 200 € di traffico che sarebbe dovuto essere compreso nei 10€ pagati per il piano a volume.
Nuovamente segnalazione e colloquio con il supporto tecnico. Prima mi dicono che mi resituiscono solo i soldi dell’ultimo mese perchè io colpevolmente non ho controllato con frequenza il dettaglio del traffico. Altra motivazione addotta è stata l’incompatibilità tra una promozione a tempo ed una a traffico: evidentemente a me nessuno l’ha detto.
Anche in questo caso, dopo aver spiegato per bene le mie ragioni, il credito erroneamente addebitato è stato restituito.
Morale
Nonostante il condizionamento aziendale a scaricare la colpa sul cliente, il supporto tecnico è abbastanza competente e risolve i problemi in tempi rapidi.
Resta il fatto che il sistema informativo che gestisce le promozioni e l’accounting è penoso. Sono assenti vari controlli a salvaguardia del cliente, mentre è evidente che quando si tratta di salvaguardare gli interessi dell’azienda i controlli ci sono tutti.
Evidentemente una situazione di questo tipo è resa possibile da una situazione che deriva da una posizione monopolistica in passato e che oggi sfiora la condizione di cartello, o quanto meno di mercato drogato.
L’altra sera ho assistito alla prima data italiana del U2 – 360° Tour. Lo spettacolo è stato fantastico e coinvolgente ma….

…c’erano gli italiani!
Questo si è notato in un paio di occasioni.
Il mio biglietto (3° anello rosso) riportava ben evidenti: il settore, la fila ed il numero del posto. Peccato che arrivati in posizione abbiamo scoperto che i posti erano occupati da qualcuno i cui posti erano occupati da qualcun altro etc. In un paese civile, in cui si rispettano le regole ed il prossimo, ognuno si siede al posto assegnato e non dove gli capita. Qualcuno ha detto che pare che all’ingresso fosse stato detto che il settore non era numerato: in un paese civile non ci si basa sul “si dice, si mormora”, ma si legge quanto scritto sul biglietto.
Ad un certo punto, Bono ha rimproverato l’ “Italian Prime Minister” per non aver tenuto fede ai suoi impegni relativi agli aiuti per l’Africa. Lo stadio è esploso in applausi. Statisticamente un buon numero si persone, tra i 70mila presenti, deve essersi dimenticato di averlo votato oppure l’ha votato senza rendersene conto. In un paese civile ci si rende conto del legame tra la politica e le condizioni della vita quotidiana.
Non pensavo che quel concerto fosse una delle tante occasioni in cui mi chiedo in che paese ho scelto di vivere…
I recently happened to travel on a Lufthansa A340-600 between Frankfurt and Vancouver. I certainly appreciated the on-board passenger infotainment system: each passenger has his own touch LCD display with a selection of music, movies, and other information.
My first impression is the system is not very much responsive: maybe by design to avoid unwanted touches while moving to/from the seat or simply worn out (alarming for a quite new plane).
On my way back the system was irresponsive, I could not even turn it off, since apparently even the on/off button is part of the touch-screen. I asked to attendants and they kindly rebooted the system, so I could see the startup screen:

So it appears they are using Windows CE and loading the system image through a serial line.
Mi hanno fatto molto riflettere due articoli letti negli ultimi mesi che sostengono una tesi che si può riassumere molte semplicemente come: la finanza come la conosciamo oggi (quella che ha causato la crisi in cui stiamo vivendo) è un’invenzione degli ultimi 50 anni, forse 100.
Il primo articolo è un editoriale di Giovanni Sartori sul Corriere: L’idea dei soldi come manna.
Il secondo è un editoriale di Paul Krugman sul New York Times: The Market Mystique.
Il fatto che due personalità di tale spessore sentano il bisogno di affermare che per secoli l’umanità si è evoluta facendo a meno della finanza, lascia intendere che
- tutta l’enfasi sul libero mercato con il peso predominante che la finanza ha assunto in esso è un’affermazione di comodo e interessata,
- probabilmente, risuscendo a superare gli interessi di parte, nel futuro si affermerà un diverso approccio alla gestione delle ricchezza.
Non vorrei, per queste affermazioni, passare per comunista rivoluzionario. Ma se Sartori e Krugman ricadono in quella categoria allora lo sono anche io.
