Incompatibilità Illegittime

Si parte da una condivisibile e populista premessa: occorre mettere un freno allo strapotere dei baroni nell’università italiana.

Si procede con il vietare più di due mandati nelle varie posizioni e per evitare che qualcuno faccia il furbo si decide di contare anche i mandati passati:

10. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni sui limiti del mandato o delle cariche di cui al comma 1, lettere d), g) e m), sono considerati anche i periodi già espletati nell’ateneo alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti.

Legge 240/2010, Art. 2, comma 10

Tutto bene, non fosse che il diavolo si nasconde nei dettagli.

Una delle cariche per cui valgono i limiti e la retroattività è quella di membro del Senato Accademico, di cui una componente è costituita da Direttori di Dipartimento. Cosa succede se un Direttore è stato precedentemente per due mandati in SA, ad esempio come rappresentante dei Ricercatori o degli Associati?

In base ad una interpretazione restrittiva sarebbe un Direttore dimezzato perché non potrebbe essere eletto in SA e quindi portare le istanze del proprio dipartimento.

Quesito

Visto che si stanno svolgendo le elezioni per il SA presso il Politecnico di Torino e nessuno, nella stesura dei complessi regolamenti, aveva pensato ai dettagli del problema, è stata posto un quesito al MIUR, nella persona del Direttore Generale, Dott. Daniele Livon.

Il quale ha risposto ritenendo precedenti cariche di membro del SA, sia nella stessa fascia che in fasce diverse , come causa di ineleggibilità, ai sensi dell’2 comma 10 della L240/10, qualora i candidati in questione abbiano ricoperto l’incarico per una durata pari al doppio del mandato attualmente previsto dallo Statuto (che ricordo essere quadriennale). Altrimenti essi potranno essere eletti, ma potranno restare negli Organi solo per il periodo residuo rispetto ai mandati precedentemente svolti.

Pare inoltre che l’incompatibilità non si applichi se i periodi come membri del SA precedenti erano stati svolti in ruoli appartenenti di diritto (ovvero non mediate da elezioni) all’organo collegiale, ad esempio i Presidi, o il Rettore.

Aspetti di illegittimità

Tale interpretazione appare illegittima sotto diversi aspetti:

  • la retroattività senza riguardo ai diversi ruoli, se non per il fatto che essi siano di diritto piuttosto che tramite elezioni, viola il principio di legittimo affidamento, in quanto ora per allora impedisce a chi ha svolto il ruolo di membro del SA tramite elezioni di poter svolgere in futuro il ruolo di Direttore di Dipartimento, nel pieno dei poteri e delle possibilità. In pratica ora l’ex senatore scopre che una scelta fatta in un tempo precedente di candidarsi come rappresentante di una fascia di docenza gli preclude per il futuro la possibilità di candidarsi a svolgere il ruolo di Direttore di Dipartimento; ruolo quest’ultimo a cui il soggetto poteva fare affidamento di poter ricoprire anche grazie all’esperienza acquisita nel ruolo di membro del Senato;
  • più nel dettaglio dell’interpretazione del DG del ministero, la misura del doppio del mandato previsto dallo statuto vigente, sembra una misura pragmatica ma priva di alcun fondamento logico o giuridico, per due motivi: primo in quanto la legge parla di rinnovabilità e non di periodi massimi cumulabili, secondo in quanto i mandati precedenti potevano essere più lunghi o più corti del mandato previsto dall’ultimo statuto;
  • di conseguenza appare infondata l’interpretazione che limita la possibile permanenza in carica alla differenza tra il doppio di un mandato previsto a statuto vigente e la durata dei mandati svolti secondo statuti precedenti.

Aspetti di irragionevolezza

Lo spirito della legge è innegabilmente quello di ridurre il potere dei “baroni” universitari limitandone la durata delle cariche. Perciò escludere esplicitamente dal computo dei mandati, quelli svolti in ruoli che partecipano di diritto al Senato Accademico, appare una contraddizione: quale ruolo può essere considerato più di potere e baronale di quello che permette per il solo fatto di essere ricoperto, di accedere come membro di diritto agli organi collegiali?

Conclusioni

Assumendo che la legge stessa non sia illegittima, cosa che non mi sentirei di escludere del tutto, credo che sia possibile proporre un’interpretazione legittima, in cui l’incompatibilità riguarda solo il caso in cui si acceda al Senato Accademico nello stesso ruolo.

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One thought on “Incompatibilità Illegittime

  1. Chiedo innanzitutto scusa per il disturbo; sono una collega dell’Università dell’Aquila, Maria Grazia Cifone, Direttrice di Dipartimento. Mi sarebbe estremamente utile avere copia della Nota Livon, richiamata nel suo articolo. Sarebbe così gentile da inviarmela? Sto vivendo una situazione che mi riguarda e che, forse, può trovare risposte nella nota Livon 2012 inviata al Politecnico. La ringrazio molto per l’aiuto
    Grazia Cifone

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