I conti dei ricchi studenti non tornano

In un recente articolo sul Corriere (Se i poveri pagano l’università ai ricchi) Andrea Ichino e Daniele Terlizzese, presentano la teoria secondo cui le famiglie povere, tramite le tasse, sussidiano gli studi dei figli delle famiglie ricche.

Alcuni dei conti sono stati contestati da Francesca Coin sul Fatto Quotidiano.

Vorrei qui soffermarmi sulle affermazioni di base da cui parte l’analisi di Ichino e Terlizzese:

  1. Le famiglie meno ricche sono il 93% (“Le famiglie con un reddito fino a 40.000 euro sono il 93%“)
  2. 1/4 degli studenti universitari proviene dalle famigli meno ricche (“da esse proviene solo un quarto degli studenti universitari italiani“)
  3. Le famiglie più ricche sono il 7% (” 7% di famiglie più ricche“)
  4. 3/4 degli studenti universitari proviene dalle famiglie più ricche (“dal 7% di famiglie più ricche vengono i restanti tre quarti“)

A queste informazioni occorre aggiungere altri due fatti (non citati nell’articolo):

  1. in Italia ci sono circa 25 milioni di famiglie con una media di 2.4 componenti ciascuna (fonte ISTAT)
  2. gli studenti universitari sono circa 1.8 milioni (fonte)

Si desume che:

  • Le famiglie ricche sono circa 1 milione e 750 mila (7% di 25 milioni) e contano circa 4 milioni e 200 mila persone (2.4 persone per famiglia)
  • Gli studenti provenienti da famiglie ricche sono circa 1 milione e 350 mila (3/4 di 1.8 milioni)

Mettendo a confronto queste due conseguenze risulta che:

Ci sono quasi 8 studenti universitari ogni 10 famiglie ricche!

Quasi un terzo delle persone che appartengono alle famiglie più ricche sono studenti universitari!

 Ovviamente queste conclusioni sono poco plausibili, ergo i dati di contesto da cui parte l’analisi presentata nell’articolo non sono corretti. O comunque non riferiti a costrutti omogenei, visto che provengono da fonti diverse.

Se le fondamenta del ragionamento sono queste le conclusioni dell’articolo non possono essere valide.

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6 thoughts on “I conti dei ricchi studenti non tornano

  1. Anche tu hai commesso un errore, moltiplicando le famiglie per 2.4: implicitamente assumi che la numerosità delle famiglie abbienti sia pari a quella delle altre, il che non è detto.
    Comunque, i valori sono talmente “fuori” che ci sono certamente nei bachi già in partenza.
    Ma, si sa, gli economisti ostentano sempre certezze assolute!

    • Vero! Assunzione implicita, ma non mi aspetterei grosse differenze tra famiglie più o meno ricche in termini di numero di componenti.

  2. Ottima post. Ti segnalo solo un’inversione al punto 2 e al punto 4:

    “1/4 degli studenti universitari proviene dalle famiglie più ricche (“da esse proviene solo un quarto degli studenti universitari italiani“)”, andrebbe scritto “meno ricche”

    “3/4 degli studenti universitari proviene dalle famiglie meno ricche” Andrebbe scritto “più ricche”

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