Docenti inattivi

Leggo le dichiarazioni del Ministro carrozza:

Non si può consentire che vi siano dei professori che non abbiano produzione scientifica

Con tutto il rispetto mi permetto di obiettare. Si tratta di un’affermazione che parte dall’assunzione che ogni docente debba fare tutto e bene:

  • didattica frontale di almeno due corsi da 6 crediti
  • seguire tesi di laurea
  • seguire tirocini curriculari (e non)
  • contribuire alla gestione delle attività didattiche in commissioni con possibili compiti di coordinamento delle stesse
  • seguire come tutore dei dottorandi
  • contribuire alla gestione del dipartimento con partecipazione a commissioni dipartimentali, con eventuali compiti di coordinamento
  • contribuire alla gestione dell’ateneo con partecipazione a commissioni, con eventuali compiti di coordinamento
  • svolgere compiti di trasferimento tecnologico verso le aziende del tessuto industriale
  • contribuire a preparare e sottomettere proposte per il finanziamento di progetti di ricerca
  • partecipare a progetti di ricerca, con eventuali compiti di coordinamento
  • fare ricerca pubblicando articoli su riviste ed inoltre svolgendo disseminazione della ricerca partecipando a conferenze
  • svolgere compiti professionali come revisione di articoli e partecipare a comitati di programma di conferenze
  • partecipare a comitati editoriali di riviste internazionali

Dei punti precedenti un docente medio, come il sottoscritto, ne svolge abitualmente almeno una decina. Inevitabilmente, anche potendo delegare molte attività ad altri, occorre fare i conti con un vincolo ineludibile: il tempo.

E’ molto difficile, se non impossibile, fare contemporaneamente tutto e bene, anche se questo sembra ciò che viene richiesto.

Non sarebbe meglio poter fare solo alcune di queste cose ma dedicando il tempo necessario e facendole bene?

Ad esempio, cose c’è di male se un docente, che magari ha in passato dimostrato di saper fare discreta ricerca, si dedica prevalentemente alla didattica, magari facendo più corsi e sgravando in parte altri docenti che avrebbero più tempo per la ricerca o il trasferimento tecnologico o la gestione?

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3 thoughts on “Docenti inattivi

  1. Potrebbe avere senso, ma ultimamente la mia esperienza è che più si vincola con regole più si ingessa una organizzazione invece di renderla agile

  2. D’accordissimo con te. Ma abbiamo l’assetto mentale per permetterci -anche solo a livello universitario e non sistemico- tale flessibilita’ e utilizzarla a favore di efficienza e innovazione? Oppure la utilizzeremmo a favore degli interessi di gruppo e/o individuali? Hai ragione, abbiamo tanta regolamentazione a cui a mio parere e’ pero’ associato poco controllo e opacita’. E neanche il nostro virtuoso ateneo ne e’ estraneo. Forse il turn over e un auspicabile rientro massiccio di chi ha sperimentato tale agilita’ al di fuori dell’Italia potrebbe aiutarci in questa direzione (ne sei un buon esempio 😉 )

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