Fenomenologia del Renzi all’inaugurazione dell’AA del PoliTo

Oggi pomeriggio ho partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino. Lo so, inaugurare l’anno accademico quasi all’inizio del II semestre è questionabile ma questo è un altro discorso. La mia curiosità principale era vedere e ascoltare il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dal vivo (anche se un po’ da lontano).

MatteoRenzi

Buona la relazione del Rettore, Marco Gilli, anche se forse 5-10 minuti si potevano tagliare. Concreta e diretta soprattutto nella parte finale con alcune richieste al presidente:

  • risorse per il rinnovo del personale ed un ricambio generazionale
  • risorse per il diritto allo studio
  • differenziazione tra gli atenei e rilancio degli istituti superiori
  • superamento delle frammentazione in settori disciplinari per favorire multidisciplinarietà
  • riduzione della burocrazia che impone costi e vincoli soffocanti

Durante il discorso del Rettore, Renzi sembra abbastanza attento e, almeno per quel che vedo non prende appunti.

Dopo il Rettore interviene il rappresentante degli studenti che, dopo aver letto il suo saluto, resta sul podio e fa sue le istanze della protesta che è stata lasciata fuori dall’aula magna. Quasi parte il Pro-Rettore per intervenire, ma Renzi con un cenno indica che non importa e di lasciarlo parlare.

Tocca quindi a Renzi replicare, ha alcuni fogli su cui probabilmente sono segnati alcuni argomenti che ha intenzione di toccare. Ma sembra che vada abbondantemente a braccio e lo fa molto bene: riesce a ricollegarsi frequentemente con quanto detto dal Rettore nella sua relazione.

L’impressione mia è che avesse alcuni temi che voleva toccare ma alla fine riesce a rispondere, anche se sommariamente, alle sollecitazioni ricevute. Questa impressione è rafforzata dal fatto che, come da manuale, richiama e ripete alcune immagini più volte: dobbiamo aiutarlo a creare una visione positiva del futuro che aiuti il paese a migliorare.

Complessivamente mi è sembrato molto bravo nell’eloquio e nell’andare a braccio probabilmente su un canovaccio definito prima. Andando a braccio inciampa in tre o quattro occasioni su qualche parola o espressione, ma prosegue disinvoltamente. In un caso, dice che è necessario un cambiamento a 360°, poi si corregge dicendo 180° e scherzano sul fatto deve stare attento e si vede che è laureato in giurisprudenza. Mi son chiesto se quest’ultimo episodio sia stato un incidente o fosse voluto: nella seconda ipotesi è veramente più che bravo: un giocoliere della parola, ma forse lo sto sovrastimando…

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