Discriminazione e argomentazioni statistiche

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È di questi giorni l’ordine esecutivo del Presidente USA Trump che limita l’accesso agli USA da parte delle persone nate in sette specifici paesi “ad alto tasso jihadista”.

La decisione ha causato una serie di problemi a tantissime persone, anche con visto regolare per gli USA, che non hanno potuto (ri-)entrare  in quel paese.

Ci sono state fortissime proteste sia negli USA che in altri paesi. Ovviamente anche sulle reti sociali ci sono state molte contestazioni. Tante contestazioni si basano su un’argomentazione che definirei statistica che, sebbene formalmente corretta, parte da un’assunzione completamente sbagliata.

L’argomentazione statistica

Un esempio di quest’argomentazione è riportato in vari tweet e consiste in quest’immagine:

killedstats

Oppure, in altri tweet, basati su quest’altra immagine (o varianti):

killedbycountries

Non ho verificato questi numeri, ma possiamo anche darli per buoni.

La premesse

Le argomentazioni di questo tipo, che ho chiamato “statistiche”, ci dicono solo che l’ordine esecutivo ha sbagliato obiettivi.

Il punto è che che questa argomentazione parte dalla premessa che possano esistere degli obiettivi “giusti”. Questa premessa è assolutamente sbagliata e inaccettabile.

È inaccettabile dal punto di vista di qualunque democrazia inclusiva che ha il dovere civile e umano di accogliere gli stranieri in difficoltà. Come è inaccettabile da un punto di vista Cristiano a cui tanti nostri “pensatori” (spesso iprocritamente) si richiamano.

Ma è anche logicamente sbagliata: questo tipo di premesse sono quelle che porterebbe al bando degli Italiani perché l’Italia ha una elevata presenza di camorra e mafia. Estendendo un po’ (ma non tanto), nell’epoca dei big data, è lo stesso tipo di premessa che potrebbe negarvi l’accesso in base a ciò che avete scritto sulla vostra bacheca Facebook negli anni passati. Sembra si stia tornando ai livelli della frenologia lombrosiana.

L’idea di bandire degli esseri umani in base alla loro origine, religione, genere o altra caratteristica analoga è da rifiutare in blocco e qualunque argomentazione statistica invece la accetta implicitamente.

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One thought on “Discriminazione e argomentazioni statistiche

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