Mensa scolastica

Oggi ho ricevuto questa comunicazione dal Dirigente Scolastico della scuola primaria (Elementari) di mia figlia (grassetto e link sono miei).

A tutte le famiglie del Circolo

(classi 2^, 3^, 4^, 5^)

Oggetto: organizzazione dei primi giorni dell’a.s. 2013/14

Il Consiglio di Circolo ha accolto la proposta del Collegio dei Docenti, che si è fatto carico delle istanze dei genitori, rispetto al ritardo con cui il Comune avvia il servizio di mensa scolastica: nella seduta del 27.6.13 ha quindi deliberato di sperimentare che, nella settimana dal 16 al 20 settembre, i bambini delle classi successive alla prima possano consumare un proprio pranzo al sacco (nelle loro aule, poiché il Comune non assicura la pulizia e sanitizzazione dei locali mensa prima del 23.9, data di inizio del servizio).

In alternativa, i bambini potranno essere prelevati alle 12.30 per consumare il pasto a casa, e riaccompagnati a scuola alle 13.30. Si raccomanda naturalmente di fornire ai bimbi tutto il necessario, curando che i cibi siano facili da consumare e non rapidamente deperibili, che le bevande non siano confezionate in contenitori di vetro o metallo e che i bambini siano consapevoli del divieto di scambiarsi il cibo, per evidenti motivi di sicurezza. In merito verrà fatta compilare una liberatoria il primo giorno di scuola.

Nell’augurare – anche a nome di tutto il Personale della scuola – una serena estate a tutti, si coglie l’occasione per ricordare che le lezioni iniziano martedì 9 settembre e, in quella prima settimana, saranno limitate all’orario antimeridiano.

Il Dirigente Scolastico

Sottolineo che si tratta di un servizio mensa unico per tutte le scuole del comune: pasti precotti e riscaldati che è difficile considerare di elevata qualità.

Ma non prova nessuna vergogna il comune a speculare sui pranzi di bambini?

Quando si accorgeranno i nostri governanti che buona parte delle famiglie hanno entrambi i genitori che lavorano e non sempre ci sono nonni e/o baby-sitter a disposizione?

Possibile che si debba sempre contare sulla buona volontà e flessibilità del personale scolastico per supplire a carenze altrui?