Inaugurazione AA 16/17 PoliTo

Oggi (15/2/2017) si è tenuta l’inaugurazione dell’A.A. del Politecnico di Torino alla presenza delle autorità cittadine e regionali, e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Come sensazione generale, condivisa da colleghi alla fine della cerimonia, devo dire che questa inaugurazione è apparsa molto interessante e coinvolgente, più del solito.

Qui le mie impressioni abbastanza a caldo..

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Finanziamento Diffuso al Politecnico di Torino

Ieri si è tenuta una conferenza di Atene al Politecnico di diffuso in cui sono state discusse le linee guida per la predisposizione del bilancio. In particolare il grosso macigno è stata la discussione del Finanziamento Diffuso alla ricerca (FDR).
Osservando gli interventi mi sono venuti in mente due fondamentali considerazioni di modi e metodo.
“Guida Galattica per Autostoppisti”
È un fantastico libro di Douglas Adams che inizia con la distruzione della terra per fare posto ad un’autostrada intergalattica preceduta dalla nota che i terrestri dovevano considerarsi avvisati dato che i piani per l’autostrada sono stati esposti per 100 anni in un lontano pianeta.
I membri del CdA hanno assunto che visto che il FDR era stato discusso in assemblee elettorali o riunioni quasi deserte sia stato sufficiente, stante anche il recente insediamento. Evidentemente no, infatti il Pro-Rettore si è dimesso e, dietro la spinta di Senato Accademico e direttori, è stata organizzata una conferenza di ateneo (tra le più partecipate che io ricordi).
“Strawman” (Fantoccio)
Si dice “argomento fantoccio” una fallacia logica che consiste nel confutare un argomento proponendone una rappresentazione errata o distorta.
Forse è importante ricordare cosa il finanziamento per la ricerca non è:
  • non è un regalo personale ai ricercatori che finisce in busta paga: sono soldi da utilizzare per scopi di ricerca,
  • non sono soldi spendibili in viaggi di piacere: le richieste di missioni devono essere autorizzate dal Direttore del dipartimento,
  • non sono fondi per comprarsi oggettistica varia: tutte le richieste di acquisto sono sottoposte all’autorizzazione del Direttore del dipartimento,
  • non sono un taglio delle tasse: si tratta di un investimento che ha come obiettivo consentire ai ricercatori di svolgere la propria ricerca.

Non è intellettualmente onesto rappresentare (come è stato fatto) il FDR come uno o più questi fantocci.

Credo che tutti dovremmo riflettere sugli errori commessi e cercare di migliorare per il futuro.

Dagli all’università

Periodicamente qualche esperto decide di prendere di mira il sistema Universitario Italiano, addossandogli colpe e responsabilità che non ha. Molto spesso si tratta di economisti che argomentano sulla base di dati di dubbia validità se non chiaramente manipolati.

Più subdolo è il caso di dati sostanzialmente buoni ma interpretati sulla base di modelli fallati. È questo il caso di un recente articolo intitolato “A cosa serve la paghetta di Stato, se le università fanno schifo?” di .

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Atenei di serie A e di serie B

Repubblica ha sintetizzato l’intervento di Renzi all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino nel titolo di un suo articolo “in Italia ci sono atenei di serie A e di serie B“. Provo a scrivere due considerazioni a caldo.

La metafora calcistica è decisamente infelice (come spesso accade) e tende a separare in bravi e cattivi creando tensione e divisione, e forse per questo è stata riportata dai giornali.

Anche ammettendo la divisione serie A/B tra gli atenei, sarebbe un errore gravissimo assumere che in quelli di serie B lavorino persone di serie B

Tuttavia è vero che ci sono significative differenze tra quello che i diversi atenei fanno e sono in grado di fare. Ma soprattutto è vero che distribuendo a pioggia su tutti gli atenei e per tutte le discipline il risultato sono briciole.

Non so se l’idea di una netta differenziazione tra gli atenei (stile research university vs. community college) abbia senso, anche se per molti aspetti è già così nella pratica: tanti studenti conseguono la Laurea (triennale) presso un ateneo Italiano (spesso vicino a casa) e poi per la Laurea Magistrale si trasferiscono presso atenei prestigiosi (PoliTo e PoliMi per ingegneria ad esempio).

Un’evoluzione in tale senso, tuttavia, porta la necessità di valorizzare i professori che centrano la propria attività sulla didattica: non sono professori di serie B solo perché non pubblicano su Nature, svolgono un ruolo fondamentale nella formazione degli studenti e per farlo bene hanno bisogno di tempo che ovviamente non possono dedicare alla ricerca. E onestamente, vista la quantità di spazzatura che viene pubblicata oltre alla diffusione di cordate ed accordi sotto-banco, non tutti quelli che pubblicano a manetta sono professori di serie A.

Un altro aspetto da valutare è: se viene fatta una differenziazione come possiamo gestire i finanziamenti per la ricerca? Non è proponibile tagliare del tutto l’accesso a coloro che per scelta o per caso non lavorano in una research university. E sicuramente una differenziazione non può essere la scusa per non aumentare significativamente il finanziamento alla ricerca che è attualmente a livelli ridicoli.