Inaugurazione AA 16/17 PoliTo

Oggi (15/2/2017) si è tenuta l’inaugurazione dell’A.A. del Politecnico di Torino alla presenza delle autorità cittadine e regionali, e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Come sensazione generale, condivisa da colleghi alla fine della cerimonia, devo dire che questa inaugurazione è apparsa molto interessante e coinvolgente, più del solito.

Qui le mie impressioni abbastanza a caldo..

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Atenei di serie A e di serie B

Repubblica ha sintetizzato l’intervento di Renzi all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Torino nel titolo di un suo articolo “in Italia ci sono atenei di serie A e di serie B“. Provo a scrivere due considerazioni a caldo.

La metafora calcistica è decisamente infelice (come spesso accade) e tende a separare in bravi e cattivi creando tensione e divisione, e forse per questo è stata riportata dai giornali.

Anche ammettendo la divisione serie A/B tra gli atenei, sarebbe un errore gravissimo assumere che in quelli di serie B lavorino persone di serie B

Tuttavia è vero che ci sono significative differenze tra quello che i diversi atenei fanno e sono in grado di fare. Ma soprattutto è vero che distribuendo a pioggia su tutti gli atenei e per tutte le discipline il risultato sono briciole.

Non so se l’idea di una netta differenziazione tra gli atenei (stile research university vs. community college) abbia senso, anche se per molti aspetti è già così nella pratica: tanti studenti conseguono la Laurea (triennale) presso un ateneo Italiano (spesso vicino a casa) e poi per la Laurea Magistrale si trasferiscono presso atenei prestigiosi (PoliTo e PoliMi per ingegneria ad esempio).

Un’evoluzione in tale senso, tuttavia, porta la necessità di valorizzare i professori che centrano la propria attività sulla didattica: non sono professori di serie B solo perché non pubblicano su Nature, svolgono un ruolo fondamentale nella formazione degli studenti e per farlo bene hanno bisogno di tempo che ovviamente non possono dedicare alla ricerca. E onestamente, vista la quantità di spazzatura che viene pubblicata oltre alla diffusione di cordate ed accordi sotto-banco, non tutti quelli che pubblicano a manetta sono professori di serie A.

Un altro aspetto da valutare è: se viene fatta una differenziazione come possiamo gestire i finanziamenti per la ricerca? Non è proponibile tagliare del tutto l’accesso a coloro che per scelta o per caso non lavorano in una research university. E sicuramente una differenziazione non può essere la scusa per non aumentare significativamente il finanziamento alla ricerca che è attualmente a livelli ridicoli.