Statuti universitari: indipendenza e bilanciamento dei poteri

Osservando da vicino (dal Senato Accademico che secondo la legge dovrà “adottarlo”) la scrittura dello statuto del Politecnico di Torino la mia attenzione si focalizza su alcuni aspetti.

Si tratta di un paio di concetti astratti che suggeriscono un quadro di criteri che possono essere usati per la valutazione.

Indipendenza: gli organi dell’ateneo, sia quelli previsti per legge che quelli definiti dallo statuto, devono essere costitutivamente indipendenti gli uni dagli altri: non si debbono avere meccanismi di controllo nè dell’operato, nè della composizione (elezione). Oppure quando inevitabili dovrebbero essere ridotti al minimo.

Bilanciamento: ogni concentrazione di poteri deve essere bilanciata da valutazioni e controlli sull’operato effettuati da altri organi (che sono effettivi solo se gli organi sono indipendenti).

Un meccanismo fondamentale per il controllo è la sfiducia:

  • diretta: un organo o un collegio esprime una mozione di fiducia che può terminare con l’annullamento di un organo e la sua ricostituzie/elezione
  • indiretta: quando nella composizione di un organo controllante si inseriscono/eleggono elementi in opposizione a quello controllato (es. membri del SA in opposizione alla linea del CdA)

Molto probabilmente sto riscoprendo l’acqua calda, ma almeno la faccio mia e ne sono pienamente convinto.