Aprire ai giovani (senza demagogia)

Oggi c’è il convegno di ROARS sul tema “Politiche della ricerca e della formazione terziaria in Europa: le sfide per l’Italia”.

Leggo il seguente live-tweet:

A caldo la considerazione che mi viene da fare è che si tratta di semplice demagogia se non si spiega nei dettagli come fare.

Stante l’attuale legislazione, principalmente la Legge 240/2010, l’accesso di nuovi ricercatori può avvenire secondo due tipologie a) e b). In entrambi i casi un piano straordinario avrebbe effetti dirompenti.

Se vengono creati posti da ricercatori di tipo a) di fatto stiamo creando un massiccio precariato, trattandosi di posizioni a tempo determinato ed il problema sarebbe solo rinviato.

Se invece si creano posizioni di tipo b) di fatto si assesta una significativa mazzata ai ricercatori in quanto nel giro di pochi anni questi giovani (sicuramente meritevoli) diventeranno associati di fatto scavalcando la maggioranza degli attuali ricercatori che da anni svolgono ricerca e didattica e di fatto mandano avanti l’università e sono in attesa da anni di una possibilità di carriera.

Questo è il risultato di una sciagurata legge che ha messo ad esaurimento una categoria (i ricercatori a tempo indeterminato) trascurando il transitorio e della gestione pessima dell’unico meccanismo pensato per il transitorio: il piano straordinario per i professori associati.

Onestamente non so quale sia la soluzione per uscire da questo pantano.

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ASN: scelta delle pubblicazioni

Con l’approssimarsi della scadenza per le domande di partecipazione all’Abilitazione Scientifica Nazionale (20 Novembre), un problema inizia ad essere rilevante: la scelta delle pubblicazioni da presentare.

Provo a riepilogare qui le mie considerazioni personali, con l’idea che possano essere utili anche ad altri. Il punto di riferimento principale è il DM 76/2012.

Quante pubblicazioni?

Il numero massimo di pubblicazioni presentabili per l’ASN dipende dall’Area ed è definito nell’ allegato C (per la I fascia) e allegato E (per la II fascia) del DM 76.

Nel caso mio (Area 9 – Ingegneria Industriale e dell’Informazione) sono 20 per la I fascia e 14 per la II fascia.

Quali pubblicazioni?

I commi relativi alla valutazione delle pubblicazioni sono i commi 2 e 3 degli articoli 4 e 5 del DM 76 (che sono praticamente identici ma riguardano la I e la II fascia rispettivamente). Ho provato a schematizzare tutti i criteri e parametri che sono menzionati nella legge in questa mind-map.

Gli elementi che (secondo me) possono essere in qualche modo quantificati e verificati sono quelli segnati con il segno di spunta. In base a questo le linee guida che si potrebbero seguire per scegliere le pubblicazioni sono (partendo dai parametri)

  • Numero: presentare il numero massimo di pubblicazioni consentite
  • Tipo: è ragionevole presumere sia meglio privilegiare tipologie di pubblicazioni più pregiate, ovvero per i settori scientifici/bibliometrici: prima le riviste, poi le conferenze, poi altro; tra le riviste un criterio ragionevole potrebbe essere quello delle fasce definite per la VQR.
  • Distribuzione temporale: occorre privilegiare le pubblicazioni negli ultimi 5 anni (direi a parità di altri indicatori)
  • Impatto: per semplificare (in linea con ANVUR) assumerei che l’impatto è dato dal numero di citazioni
  • Apporto individuale: non essendoci alcuna informazioni strutturata a tal proposito, penso convenga privilegiare pubblicazioni con pochi autori, in cui il contributo individuale (assumendo in assenza di altre informazioni che sia paritetico) è più elevato
  • Peer-review: occorre privilegiare le pubblicazioni sottoposte ad una peer-review rispetto a quelle che non lo sono state.

Qual’è l’importanza relativa (peso) di ciascuno di queste linee guida credo che sia difficile da dire. Probabilmente peserà molto la sensibilità delle commissioni (in corso di pubblicazione in queste ore).

In sintesi, questa è la mia lettura della legge, se qualche lettore di passaggio avesse opinioni diverse o suggerimenti sono ben contento di discuterne.

ASN: calcolo degli indici (semplificato)

L’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) è quella procedura, introdotta dalla L.240/2010 (Gelmini), che rappresenta un passaggio necessario (ma non sufficiente) per accedere ai ruoli di Professore (Associato e Ordinario) nell’Università Italiana.

Il Decreto Ministeriale n. 76 del 7 giugno 2012 ha stabilito che l’abilitazione può essere attribuita esclusivamente ai candidati che (a) siano “giudicati positivamente secondo i criteri e i parametri” definiti nel DM e che (b) “i cui indicatori dell’impatto della produzione scientifica complessiva presentino i valori richiesti” (descritti nell’allegato A, numero 3, lettera b).

I criteri consistono nel superare la mediana di almeno due su tre degli indici, calcolati nella categoria a cui si aspira accedere. Il calcolo è abbastanza complesso, ma in alcuni casi (inizio attività di ricerca dopo il 1996) è possibile fare un calcolo semplificato utilizzando un solo database.

Update 13/9/2012: indici per gli aspiranti commissari.

Update 20/1/2014: corretti i link alle mediane.

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ASN: breve osservazione sui tempi

Oggi (27 Luglio) è stato pubblicato il Decreto Direttoriale 222 del 20/7/2012: devo ancora leggerlo e capirlo nel dettaglio ma una cosa salta agli occhi immediatamente: il tempo!

O meglio la mancanza di tempo, non per i candidati che hanno a disposizione 4 mesi, ma per i commissari:

  • 20 Luglio 2012: firma del decreto
  • 27 Luglio 2012: pubblicazione in gazzetta
  • 20 Novembre 2012: 4 mesi per presentare le domande (Art.2, comma 1)
  • 20 Dicembre 2012: 1 mese per la ricusazione dei commissari (Art.2, comma 7)
  • 7 Gennaio 2013: prima riunione (Art. 4, comma 1), il 21 Dicembre prima data utile è poco credibile..
  • 17 Gennaio 2013: Seconda riunione (Art. 4, comma 1) per la definizione dei criteri secondo gli articoli 3, 4 e 5 del DM 76/2012
  • 18 Gennaio 2013: Commissione può accedere alle domande (Art. 4, comma 2)
  • 27 Gennaio 2013: Fine dei lavori = 5 mesi dalla pubblicazione del bando in gazzetta (Art. 8 comma 6, DPR 222/2011)
  • 27 Marzo 2013: Estensione di 60 gg (Art. 8 comma 6, DPR 222/2011)

Quindi nella migliore delle ipotesi i commissari avranno poco più di due mesi per valutare tutte le domande.

Se poi intendono avvalersi dei pareri pro veritate (Art. 4, comma 3) da parte di revisori di fama internazionale i tempi sono ancora più stretti.

A questo punto mi sorge una domanda: perché pubblicare il decreto il 20 Luglio, a ridosso delle vacanze e non il 20 settembre (magari lasciando 2 mesi di tempo)?

L’unica spiegazione che mi viene in mente è che la tempistica è stata scelta per poter assegnare al decreto il numero 222, come quello del DPR 222 ed è ben noto che 222 oltre ad essere il prefisso telefonico della Mauritania ha un preciso significato nella lingua degli angeli:

Abbiate fiducia. Tutto andrà bene. Non preoccupatevi di nulla perché la situazione si sta risolvendo per il bene di tutti.

Questo dovrebbe consentire a tutti di andare in vacanza tranquilli.

Per la (mancata) precisione…

Ieri è uscita la delibera 50/2012 dell’ANVUR che specifica le “modalità di calcolo degli indicatori da utilizzare ai fini della selezione degli aspiranti commissari e della valutazione dei candidati per l’abilitazione scientifica nazionale.”

Le regole sono scritte in maniera non sufficientemente precisa e presentano alcuni problemi che provo a descrivere nel seguito di questo post.

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