Lezioni apprese in un mandato (ridotto) di Senato Accademico

Dal mio bilancio personale di mandato, riporto le lezioni apprese e le convinzioni maturate nel corso di un mandato:

Credo nell’ascoltare tutti e nel confrontarsi pubblicamente.

Non credo all’istintiva e non mediata volontà popolare.

Condivido la scelta di chi decide di dedicare un po’ del proprio tempo alla politica accademica.

Rispetto la scelta di chi non vuole dedicare tempo alla politica accademica e si dedica esclusivamente a didattica e ricerca.

Credo che i doveri verso la collettività e la cosa pubblica vengano prima dei diritti individuali.

Non credo nella rappresentanza come un mezzo per difendere gli interessi di una categoria o di una parte.

Credo che il vero mandato di chi siede negli organi di governo sia valutare criticamente quanto viene proposto.

Non credo che la virtù stia sempre nel mezzo e mi pare che la concertazione talvolta produca compromessi insoddisfacenti.

Credo che i principi debbano essere seguiti da risultati concreti e positivi.

Non credo nelle ideologie che viaggiano slacciate dalle loro implicazioni pratiche.

Credo nella trasparenza.

Non credo nell’assenza di filtri e nell’indiscrezione.

Credo nell’onestà intellettuale.

Non credo in chi si scrive le regole a proprio vantaggio.

Credo nel rispetto degli avversarsi e nella correttezza.

Sopporto a fatica l’arroganza.

Incompatibilità Illegittime

Si parte da una condivisibile e populista premessa: occorre mettere un freno allo strapotere dei baroni nell’università italiana.

Si procede con il vietare più di due mandati nelle varie posizioni e per evitare che qualcuno faccia il furbo si decide di contare anche i mandati passati:

10. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni sui limiti del mandato o delle cariche di cui al comma 1, lettere d), g) e m), sono considerati anche i periodi già espletati nell’ateneo alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti.

Legge 240/2010, Art. 2, comma 10

Tutto bene, non fosse che il diavolo si nasconde nei dettagli.

Una delle cariche per cui valgono i limiti e la retroattività è quella di membro del Senato Accademico, di cui una componente è costituita da Direttori di Dipartimento. Cosa succede se un Direttore è stato precedentemente per due mandati in SA, ad esempio come rappresentante dei Ricercatori o degli Associati?

In base ad una interpretazione restrittiva sarebbe un Direttore dimezzato perché non potrebbe essere eletto in SA e quindi portare le istanze del proprio dipartimento.

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