Repository pubblicazioni istituzionale

Aggiornato: 12/1/2018

Asterix nella casa che rende folli

Il 20 Dicembre scorso è arrivata via email una comunicazione relativa al repository istituzionale delle pubblicazioni per il Politecnico di Torino.

 

Da Gennaio il vecchio sito (porto.polito.it) basato su EPrints sarà sostituito dal repository IRIS sviluppato da Cineca.

Devo dire che, come ricercatore, sono perplesso da questo cambiamento nella direzione di un sistema che non risponde quasi per nulla alle esigenze di un repository istituzionale.

Nel visualizzare le pubblicazioni personali si è passati da questa versione Porto a quest’altra versione IRIS.

IRISvsPorto

Provo ad argomentare meglio qui di seguito. Continua a leggere

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Una Strategia IT per l’Ateneo – Esternalizzazione

All’interno della strategia che un nuovo Rettore propone per un Ateneo, deve trovare posto una proposta per l’Information Technology (IT).

Uno degli aspetti fondamentali riguarda l’esternalizzazione dell’IT che qui provo a declinare con riferimento ai sistemi informativi di un ateneo ma che si applica ad un qualunque sistema informativo.

Cosa significa esternalizzare l’IT?

L’argomento è relativamente complicato, ma volendo semplificare, l’esternalizzazione dell’IT può essere applicata su due livelli:

  • a livello di infrastruttura di calcolo (on-premise vs. cloud)
  • a livello di fornitura di servizi (in-house vs. outsourcing)

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Inaugurazione AA 16/17 PoliTo

Oggi (15/2/2017) si è tenuta l’inaugurazione dell’A.A. del Politecnico di Torino alla presenza delle autorità cittadine e regionali, e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Come sensazione generale, condivisa da colleghi alla fine della cerimonia, devo dire che questa inaugurazione è apparsa molto interessante e coinvolgente, più del solito.

Qui le mie impressioni abbastanza a caldo..

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Discrimination and Statistical Arguments

[Una versione Italiana di questo post è disponibile]

It is recent news that President Trump issued an executive order limiting access to USA for people that were born in seven specific countries have a “high jihadist presence”.

The decision caused a series of problems for many people, even for holders of valid visa or green card, that could not (re-)enter USA.

There were huge protests both in the USA and in other countries. Obviously also on the social networks there have been several criticisms. Most criticisms are based on an argument that I’d call “statistical” which, though formally correct, stands on a premise that is totally wrong.

Statistical argument

A sample of such argument can be found in several tweets based on the following image:

killedstats

Or other  tweets, are based on the following image (or variations thereof):

killedbycountries

I didn’t check the numbers but we can consider them correct.

The premises

This kind of arguments that I called “statistical” basically tell us that the executive order just had the wrong target.

The point is that such argument is based on the premise that there could be any “right” targets for a ban. Such a premise is absolutely wrong and unacceptable.

It is unacceptable from the point of view of any inclusive democracy that has the civil and human duty of welcoming the troubled foreigners. As it is unacceptable from a Christian point of view, that many local “thinkers” (often hypocritically) recall.

Also, the premise is logically wrong: such kind of premises would bring to ban e.g. Italian because Italy has widespread Mob. And extending a little bit (not too much), in the era of big data, it is the same kind of premises that would ban you because of what you wrote on your Facebook log in the previous years. We are returning to the pseudo-science of phrenology and Lombroso’s criminal anthropology.

The very idea of banning human beings on the basis of their origin, religion, gender or any other like feature must be rejected as a whole, while any statistical argument does implicitly support it.

Discriminazione e argomentazioni statistiche

[An English version of this post is available]

È di questi giorni l’ordine esecutivo del Presidente USA Trump che limita l’accesso agli USA da parte delle persone nate in sette specifici paesi “ad alto tasso jihadista”.

La decisione ha causato una serie di problemi a tantissime persone, anche con visto regolare per gli USA, che non hanno potuto (ri-)entrare  in quel paese.

Ci sono state fortissime proteste sia negli USA che in altri paesi. Ovviamente anche sulle reti sociali ci sono state molte contestazioni. Tante contestazioni si basano su un’argomentazione che definirei statistica che, sebbene formalmente corretta, parte da un’assunzione completamente sbagliata.

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